Uscire dal lockdown delle idee

ripartire dopo il lockdown roma

E’ schizofrenico l’effetto corona virus sulla mobilità di Roma: progressista e regressivo allo stesso tempo. Disincentivando l’uso del mezzo pubblico, infatti, da un lato sospinge di un passo il potenziamento di sistemi alternativi, come il car-sharing e, soprattutto, la ciclabilità; dall’altro però ci riporta indietro, costringendo molti a ripiegare nuovamente sull’uso della propria auto.

Nel breve periodo non possiamo considerare questa come una contraddizione favorevole. Positiva è senz’altro la riscoperta della bicicletta, che convincerà più d’uno a proseguire su questo solco (chi scrive ad esempio la provò per necessità, e poi non l’ha più abbandonata), e al contempo ci lascerà una città nel suo complesso più pedalabile. Ma è facile che ad avere la meglio su tutto sia il ritorno al mezzo privato: chi faceva largo uso di mezzi pubblici subirà un tale disagio dall’uso contingentato di bus e metropolitane, da ripiegare sull’alternativa più ovvia e immediata, e cioè la macchina.

Ci rasserena sapere che non sarà così per sempre. Le cose torneranno normali, nel prossimo futuro, e tutto funzionerà come prima. Se oggi dunque dovremo rallentare i nostri tempi, riorganizzare gli spostamenti, sacrificare le buone abitudini per tornare alle vecchie o inventarcene di nuove, domani sarà il momento di ricominciare.

E la grande sfida sarà quella di ammantare la nostra voglia di normalità con un rinnovato slancio verso il meglio. Un tuffo nel domani che ci ripaghi dei danni, dei sacrifici e dei disagi di questi mesi perduti.

Roma dovrà cambiare approccio e cambiare passo. La capitale ha bisogno di fare un balzo, di ripensare il proprio modo di funzionare. È in cerca di una visione, proprio a cominciare dalla mobilità. Un visione che vada oltre quella scaturita recentemente dal PUMS, il piano della mobilità che, accanto a qualche buona proposta, raccoglie una lunga serie di incongruenze, occasioni mancate, scelte sbagliate.

Il progetto Metrovia offre proprio questa opportunità, perché è rivoluzionario, concreto e soprattutto molto vantaggioso. Ricavare sei nuove linee metropolitane di superficie dai tracciati ferroviari esistenti, senza sacrificare l’attuale traffico ferroviario è infatti il modo migliore per riconvertire l’esistente, accelerando i tempi, moltiplicando presto la rete di trasporto veloce, creando pochi disagi e spendendo meno.

La rete di Metrovia è il punto di partenza per costruire la nuova mobilità: attorno ad un sistema integrato di 11 linee a servizio della città (le metro ipogee esistenti, la quarta prevista, l’aggiunta delle 6 nuove metro di superficie e di una ferrovia anulare urbana) viene costruito un vero e proprio piano della mobilità romana, essenziale e coerente, che traguarda i prossimi quindici-venti anni.

Un piano che oggi comprende anche da un lato le estensioni e le direttrici di sviluppo delle linee metropolitane e dall’altro una rete metrotranviaria integrata, di ricucitura più capillare.

Si tratta quindi di un piano del ferro a tutto campo.

Un carnet di proposte, alcune prioritarie e realizzabili nel primo triennio, che può suggerire un indirizzo programmatico per chi avrà l’onere di guidare questa meravigliosa città decadente, nel prossimo arco amministrativo.

Stiamo lavorando per poterlo presentare al meglio, a breve, e per metterlo a disposizione di tutti, come sempre.

Il lockdown di Roma è durato per troppi anni. È ora di uscire.