Se le gambe sono corte, il passo va fatto più lungo della gamba

Lungo come i 240 km di metropolitana  che una riconversione  e una messa a sistema delle tratte urbane delle ferrovie regionali potrebbe dare a Roma. Lo andiamo dicendo e studiando dal 2017, e piano piano l’idea si è fatta strada.

Primi passi

Ne cogliamo i timidi segnali nel PUMS in via di approvazione, che pur carente sotto molti aspetti, grazie a Metrovia ha almeno recepito l’esigenza di introdurre rotabili di tipo metropolitano (sebbene li faccia ancora circolare su una rete con pochi nodi e pochissime fermate).
La stessa domanda di una nuova, urgente cura del ferro per la Capitale si riconosce nella mappa diffusa recentemente dal comitato MetroxRoma, che pregusta la trasformazione della Roma Nord e della Roma Lido in linee metropolitane integrate alle attuali ipogee, come intervento realizzabile subito, negli ultimi due anni di mandato della Giunta.

Un po’ più in là e un po’ di più

A questo punto, però, perché non allunghiamo il passo? Con un po’ più di coraggio e lungimiranza e con la stessa concretezza, uniamo gli sforzi per chiedere di più. E cioè che si compia per intero il primo atto di una messa a sistema del trasporto pubblico romano, partendo dalle cose su cui si può lavorare da subito:
  • realizzazione di tutte le 11 fermate aggiuntive possibili sulla Roma Lido (M9 del progetto Metrovia);
  • miglioramento dell’accessibilità del nodo di Ostiense, aprendo anche un collegamento da via Bossi;
  • realizzazione della fermata Valle Giulia sulla Roma Nord (la linea M8 di Metrovia), con accessi da piazza don Minzoni, via Gramsci e viale delle Belle Arti;
  • quadruplicamento della tratta Ciampino-Statuario e implementazione della tecnologia ad alta densità sulle tratte da Ciampino e da Formia;
  • realizzazione delle 7 nuove fermate previste sulla tratta da Ciampino (M7), nonché del nodo Acquedotto Felice-Porta Furba;
  • chiusura dell’arco nord dell’anello ferroviario.
Avremmo così costruito una prima rete integrata di trasporto veloce su ferro: la prima fase del progetto Metrovia, realizzabile in un triennio, gettando le basi per il suo completamento.

Allungare il passo e camminare insieme

A Roma la politica della non progettualità, dei micro-passi ha portato all’immobilismo e alla paralisi. Roma deve cambiare passo, e tenere almeno lo stesso ritmo di Milano (dove si progetta di raddoppiare la rete metro), per non aumentare il gap infrastrutturale tra le due città,  e magari puntare a colmarlo. Non si può fare altrimenti.
Per forza adesso il passo va allungato. E nessuno si nasconda dietro i tempi, le lungaggini, i “nun se po’ fa”’. Perché non è vero, e va ribadito con una sola voce da tutte le organizzazioni, i gruppi  progettuali, i comitati e i singoli  individui di buona volontà impegnati a Roma per Roma.