Ostiense

Ostiense è il secondo hub della mobilità urbana in ordine di importanza, in cui si concentrano svariate linee M e linee S, oltre alla Circle Line a una linea T e all’Archeotram. È inoltre capolinea del treno espresso per Ostia.

Nella rete di Metrovia Ostiense diventa, assieme a Termini, il principale nodo di scambio urbano, calcolando il traffico di metropolitane, metrotram e treni regionali.

Il nodo è attraversato: dalle linee M2, M4, M6, M9 di Metrovia; dalla MO (Circle Line); dalle linee suburbane S3, S4, S5, S7 e S8; dal Metrotram T3 e dall’Archeotram.

Oggi il polo comprende tre diverse stazioni: Piramide, Porta San Paolo e Ostiense. Le prime due distano dalla terza circa 400 metri. Le ferrovie del nodo corrono su tre differenti livelli, che rendono indipendenti i binari passanti per Ostiense da quelli delle altre due stazioni.
Esiste già un collegamento pedonale fra le stazioni Piramide e Ostiense, ma è carente sotto l’aspetto visivo e dell’accessibilità. Trattandosi di un polo strategico, connettivo di quattro linee, occorre ottimizzarne la fruibilità.
Anzitutto riducendo la confusione onomastica e identificando il nodo con il semplice nome di “Ostiense”.
E poi intervenendo sui vari ingressi esistenti:
– quello da viale delle Cave Ardeatine, utile come accesso baricentrico, è ben poco visibile e dev’essere valorizzato con un restyling più vistoso e importante;
– quello da piazzale dei Partigiani invece è in stato di degrado, maleodorante e poco utilizzato;
– il passaggio a ponte che dalla banchina della metropolitana conduce all’interno della stazione Ostiense deve tornare pienamente funzionante.

Infine occorre ottimizzare e moltiplicare gli accessi. Per questo il ponte pedonale che dalla banchina di Piramide conduce alla Stazione Ostiense viene prolungato per attraversare la restante porzione del vallo e farlo “sbarcare” su via Bossi. Da lì un nuovo ingresso facilita l’ingresso dal versante della via Ostiense, ampliando il bacino di utenza della stazione.
Un altro intervento che migliora l’accessibilità e la connessione del sistema è il sottopasso alla linea T3, che lega il nodo del ferro (metropolitano e metrotranviario) con un percorso continuo e diretto, senza attraversamenti.

Con l’estensione di M9 a piazzale Flaminio e l’interramento dei relativi binari, lo spazio dell’attuale stazione di Porta San Paolo va ripensato e riconvertito a nuove destinazioni.
È l’occasione per un grande intervento di riqualificazione urbana, con l’obiettivo da un lato di offrire una degna sistemazione della Porta San Paolo e della Piramide Cestia, oggi sminuite dal traffico delle auto. E dall’altro di realizzare un nuovo polo di attrazione (a destinazione museale, terziaria, commerciale etc.) insistente sulla superficie liberata dai binari, che si avvantaggi della presenza del trasporto veloce.

Altre opere necessarie riguardano:

  • la creazione di un percorso continuo tra le linee di superficie e quella ipogea, senza uscita dai tornelli;
  • miglioramento della visibilità dell’accesso da via delle Cave Ardeatine;
  • riqualificazione del piazzale dei Partigiani;
    riqualificazione di piazzale Ostiense;
  • riconversione funzionale del lotto della ex Stazione di Porta San Paolo.

È inoltre necessario adeguare la segnaletica e la comunicazione visiva al nuovo servizio integrato.