Crisi climatica: cosa può fare Roma

Metrovia sostenibilità Roma

Gli studenti scendono in piazza armati di entusiasmo, speranza e anche di acuto umorismo. Ci chiedono di preservare il pianeta dalla distruzione, di poterlo ricevere ancora integro dalle nostre mani.

C’è un senso di impotenza e di smarrimento di fronte alla grande macchina produttiva e inquinante della nostra vita, che consuma, spreca, sottrae risorse e inquina.

Ma la lezione da apprendere dai ragazzi dei fridays for future è, appunto, la rinnovata speranza nella nostra capacità di azione. “Nostra” di individui e “nostra” di comunità. Per uno sviluppo sostenibile.

A proposito di comunità: ogni giorno a Roma i gas di scarico di oltre due milioni tra auto, autobus e motocicli sprigionano veleni che intossicano l’atmosfera della capitale: polveri sottili, monossido di carbonio, benzene, ossidi di azoto, diossine.

Complice la carenza di un trasporto pubblico efficiente, Roma prende la macchina per spostarsi, vantando il non invidiabile secondo posto tra le città di tutto il mondo, in quanto a ore quotidiane trascorse nel traffico.

Quale soluzione allora per invertire rapidamente la rotta? Trasferire il trasporto dalla gomma al ferro, nei tempi e nei modi più rapidi, convenienti e indolori. In altre parole, passare dai veicoli per singoli (le auto) a quelli a grande capienza che corrono sui binari e sono alimentati con l’elettricità (le metropolitane e i tram). Passare quindi dal carburante sprecato da ogni veicolo privato, all’energia pulita che con un solo viaggio muove centinaia di persone, migliorando così anche l’efficienza energetica oltre che l’ambiente.

Questa è la soluzione che il progetto Metrovia permette di perseguire concretamente. Con il riuso delle ferrovie esistenti, è possibile triplicare entro il 2030 il sistema dei collegamenti veloci e di massa della capitale. 10 linee a servizio della città, 49 fermate metropolitane aggiuntive, oltre 20 nodi di scambio, 6 grandi stazioni urbane. E treni con allestimento e frequenze e prestazioni da metropolitana. Il tutto compatibile con l’attuale traffico ferroviario, compreso il trasporto pendolare esistente dei treni regionali, che continua ad essere parte integrante di questo sistema.

Non si tratta di costruire ex novo, ma di lavorare su quello che c’è in termini infrastrutturali e anche di progetti in campo. Riusare. Recuperare. Trasformare.

Chiediamo l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica. Per salvare il pianeta, cominciamo a salvare la nostra città.

 

Paolo Arsena

Corrado Cotignano

Florestano Pastore

Marina Stoppelli